Memorie

Brani di diari privati e album di ricordi per le avventurose vite degli emigranti, provenienti da archivi pubblici e privati e pubblicazioni.

1901, Buenos Aires, Lucia Nebbiolo Gonella

E poi a Montevideo, per forza, e li veniva… il pilota che ci portava a Buenos Aires. Molte ore eh? Perché allora le navi andavano piano… io non so a cosa andavano. Il Rio [sc. il Rio de la Plata] giallo, sporco, pieno di alberetti, foglietti, cestini… Finché si arrivava là… e arrivati là per noi c’era mio papà che aveva preparato ’sta baracca di legno coperta di latta, per non spendere. Oh, bisognava risparmiare per tornare, eh? C’era mio papà, abbiamo caricato un carretto, non macchine, non vetture, eh? Un carrettino e noi addietro a piedi… la Dogana brava, tutti bravi, ma non avevamo niente. Ecco c’era l’Emigrazione, l’Ufficio dell’Emigrazione [sc. l’Hotel de inmigrantes], splendida, bella pulita… un mangiare! Finalmente abbiamo mangiato un po’ bene. Tutte le comodità… E lì c’era un sacco di gente ricca, tutti possidenti, specialmente di terre, all’Emigrazione, che venivano a prendere gli operai… cioè i lavoratori, macché operai, i contadini, che li portavano nell’interno per fargli lavorare la terra… Il prezzo del viaggio era meno di 100 lire, perché c’ero io, eh? Perché altrimenti, se non c’era la bambina che pagava e non pagava, costava soltanto settanta; nei cameroni 70-80 lire. Durava 28-30-32-34 [sc. giorni], dipendeva dal mare dal carico […]

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